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Leonid Il'ič Brežnev
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mwewLeoníd Il'íč Bréžnev (in russo Леонид Ильич Брежнев?, AFI. [lʲɪɐˈnʲid ɪˈlʲjidʑ ˈbrʲeʐnʲɪf] ; in ucraino Леонід Ілліч Брежнєв?, Leonid Illič Brežnév;; Kamenskoe, 19 dicembre 1906Zareč'e, 10 novembre 1982) è stato un politico e generale sovietico.

Fu mwfgsegretario generale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica e, di fatto, capo dell'URSS, dal 1964 al 1982, benché il suo potere sia stato esercitato, all'inizio del suo mandato, in concorso con altri esponenti del mwfwPolitburo tra cui mwgaKosygin e mwgqPodgornyj.

Durante i lunghi anni alla guida delle Repubbliche Socialiste, garantì stabilità costruendo un intricato sistema di controllo del mwgwPCUS, alimentando l'mwhaapparato burocratico, che fungeva da cerniera tra il partito e lo Stato, realizzando, soprattutto nella parte finale della propria parabola politica, un equilibrio composto da personalità fedeli al partito, tali che, nella fase del passaggio delle consegne alla guida del mwhqSoviet Supremo, egli non temesse altro che il proprio stesso deperimento fisico (che si dimostrerà sempre più un mwhghandicap sin dalla prima metà degli mwhwanni settanta, a causa delle diverse e gravi mwiapatologie che lo colpiranno).cite-ref-3[3]

Cooptando nella mwjgmwjwnomenklatura personaggi a lui legati da vincoli di amicizia, di parentela o di interessi favorì anche l'incremento della corruzione e dei privilegi, acuendo la distanza tra il partito ed alcuni settori della cosiddetta società civile. Attraverso il ruolo di alcuni intellettuali (mwkaSolženicyn e mwkqSacharov), tale divario contribuiva a diffondere un'immagine negativa dell'URSS all'estero, in particolare nell'occidente .cite-ref-dego1-4-0[4]cite-ref-5[5]

Fu Segretario generale del mwmwPartito Comunista dell'Unione Sovietica dal 1964 al 1982 e due volte a capo del mwnaPraesidium del Soviet Supremo (capo dello Stato), dal mwnq1960 al 1964 e dal mwng1977 al 1982. Sotto il suo governo si acuirono le tensioni tra mwnwOccidente e mwoamondo comunista, come nel caso della mwoqPrimavera di Praga e dell'mwoginvasione dell'Afghanistan. La sua morte aprì il lento, ma costante percorso di occidentalizzazione delle strutture dell'URSS poi guidato da mwowMichail Gorbačëv.

Contents

Opere
Note

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Biografia

Primi anni

Brežnev nacque nel 1906 a Kamenskoe in Ucraina, da una famiglia del posto. Suo padre era un operaio dell'acciaio. Il suo vero cognome era Brežnёv (Брежнёв, Brežnjòv) e così si fece chiamare fino al 1956. Nonostante il suo trasferimento in Russia in giovane età, mantenne la pronuncia e le abitudini ucraine per l'intera vita. Come molti ragazzi appartenenti alla classe operaia, negli anni successivi alla rivoluzione russa ricevette un'educazione tecnica, prima in economia agraria, poi in metallurgia. Diplomatosi nell'Istituto di studi Metallurgici di Dniprodzerźinsk e laureatosi in ingegneria metallurgica, lavorò per qualche tempo in alcune industrie del ferro e dell'acciaio nell'Ucraina orientale. Si unì alle organizzazioni giovanili del PCUS, il Komsomol, nel 1923, e divenne membro del partito stesso nel 1931. Nel 1928 si sposò con Viktoria Denisova.

Nel 1935-1936 Brežnev partì per il servizio militare, e dopo l'addestramento alla scuola carristi divenne commissario politico in una compagnia di cavalleria corazzata. Nel 1936 fu anche direttore dell'Istituto Superiore Tecnico di Studi Metallurgici di Dniprodzerźinsk, prima di essere trasferito al capoluogo della regione, Dnipropetrovsk. Qui, nel 1939, diventò segretario di partito, incaricato di gestire le importanti industrie militari della città.

Brežnev apparteneva alla prima generazione di comunisti sovietici che non avevano una vera memoria di come fosse la Russia prima della rivoluzione, e che erano troppo giovani per aver partecipato a quelle lotte per il comando del Partito che si erano scatenate dopo la morte di Lenin nel 1924. Quando egli vi entrò Stalin ne era il capo indiscusso, e lui con molti altri crebbero politicamente nel segno dello stalinismo senza porsi dubbi o domande sulla bontà delle scelte che venivano dall'alto. Coloro che sopravvissero alle Grandi purghe del 1937-1939 ebbero una carriera incalzante e molto rapida, dal momento che molte posizioni nei ranghi medi e alti del Partito, del governo e delle Forze Armate, restavano vacanti per l'eliminazione di chi le occupava.

La carriera militare

Nel giugno 1941 la Germania nazista invase l'Unione Sovietica e, come molti funzionari del Partito che godevano di considerazione, Brežnev fu immediatamente richiamato alle armi (i suoi ordini avevano la data del 22 giugno). Egli si occupò dell'evacuazione delle fabbriche di Dnipropetrovsk nell'Est russo, prima che la città cadesse in mano tedesca il 26 agosto, e fu poi riassegnato come politruk (политрук, commissario politico). In ottobre, Brežnev fu messo a capo dell'amministrazione politica per l'intero Fronte Meridionale, col grado di Commissario di brigata.

Nel 1942, con l'Ucraina completamente in mano tedesca, Brežnev fu inviato in Caucaso come capo dell'amministrazione politica del fronte transcaucasico. Nell'aprile 1943 diventò capo del dipartimento politico della XVIII armata, che successivamente fu inserita nel I Fronte Ucraino, quando l'Armata Rossa riprese l'iniziativa e cominciò l'avanzata verso occidente sul territorio ucraino. Il commissario politico del Fronte, suo diretto superiore, era Nikita Chruščёv, che divenne un importante alleato nella carriera di Brežnev. Alla fine della guerra in Europa Brežnev occupava la posizione di capo commissario politico del IV Fronte Ucraino, che entrò a Praga dopo la resa tedesca.

Nell'agosto 1946 Brežnev lasciò l'Armata Rossa col grado di maggior generale: era stato commissario politico per l'intera durata del conflitto, e si era occupato pochissimo di incarichi di comando militare vero e proprio. Dopo aver lavorato su alcuni progetti per la ricostruzione in Ucraina, tornò alla vita civile come primo segretario a Dnepropetrovsk. Nel 1950 divenne deputato del Soviet Supremo, il parlamento dell'URSS; nello stesso anno, fu primo segretario del PCM nella RSS Moldava. Nel 1952 divenne membro del Comitato Centrale del Partito Comunista, e successivamente del Praesidium (già noto come Politburo).

Nel 1976 verrà infine promosso al grado di Maresciallo dell'Unione Sovietica, il più alto grado della gerarchia militare sovietica, anche se il più insigne grado era quello di Generalissimo dell'Unione Sovietica creato e riservato appositamente solo per Stalin in quanto Padre della Patria.

La scalata al potere

Stalin morì nel marzo del 1953, e nella riorganizzazione che seguì, come risultante della decisione del XXIII congresso del PCUS, fu abolito il Praesidium, la cui funzione fu assolta dal Politburo, mentre il primo segretario del partito assunse la vecchia veste di segretario generale. Anche se Brežnev non vi fu incluso, fu comunque nominato capo del Direttorato Politico dell'Esercito e della Marina, con il grado di tenente generale, una posizione di grande rilievo la cui assegnazione fu probabilmente non priva dell'influenza del suo mentore e amico, Nikita Chruščёv, il quale aveva da poco preso il posto di Stalin come segretario generale del partito. Nel 1955 venne nominato primo segretario del partito in Kazakistan, una posizione a sua volta molto importante.

Nel febbraio del 1956 Brežnev fu richiamato a Mosca, promosso a membro candidato del Politburo, e fu incaricato dell'industria degli armamenti, del programma spaziale, dell'industria pesante e della loro amministrazione. In quei momenti, come membro dell'entourage di Chruščёv, egli diede supporto a quest'ultimo nella lotta contro la vecchia guardia stalinista della leadership di partito, il cosiddetto "Gruppo Anti-partito" guidato da Vyacheslav Molotov, Georgij Malenkov e Lazar Kaganovič. A seguito della sconfitta della vecchia guardia Brežnev divenne un membro pieno del Politburo.

Nel 1959 Brežnev divenne secondo segretario del Comitato centrale e nel maggio 1960 fu promosso a presidente del Praesidium del Soviet Supremo e reso nominalmente capo dello stato. Anche se il vero potere era nelle mani di Chruščёv, che era segretario di partito, la posizione presidenziale permise a Brežnev di viaggiare all'estero, e così iniziò a sviluppare il gusto per i ricchi abiti occidentali e le automobili, per le quali divenne poi famoso.

Divenne primo segretario del Comitato Centrale del PCUS nel 1964 (nel 1966 sarà segretario generale), in seguito alla "deposizione" di Chruščёv (ufficialmente avvenuta per il sopraggiungere "dell'età avanzata e del peggioramento delle condizioni di salute"), secondo alcune teorie frutto di una cospirazione guidata dallo stesso Brežnev insieme ad Aleksandr Šelepin e al capo del KGB Vladimir Semičastny. Alla carica di primo ministro un tempo tenuta da Chruščёv fu nominato Aleksej Kosygin. Nello stesso anno Brežnev cedette la carica di Presidente dell'URSS ad Anastas Mikojan ma la riprese nel 1977, cumulandola alla carica di Primo Segretario del PCUS ed acquisendo una posizione di dominio de facto.

Il 22 gennaio 1969 il corteo che trasportava Brežnev attraverso la capitale fu preso a colpi d'arma da fuoco da un ex militare sovietico disertore, Viktor Ilyin, lasciando il leader illeso, ma ferendo lievemente diversi celebri cosmonauti del programma spaziale sovietico che erano presenti nel corteo (che avevano partecipato alle missioni Sojuz 4 e Sojuz 5).

Gli anni alla guida dell'URSS

La politica estera e la dottrina Brežnev

La sua politica estera passò alla storia sotto la definizione di "mwbwdottrina Brežnev" (nota anche come teoria o "dottrina della sovranità limitata"), esposta nell'intervento programmatico tenuto al V Congresso del mwcaPartito Operaio Unificato Polacco (12 novembre mwcq1968). Nel periodo in cui mwcgAlexander Dubček tentava di avviare in mwcwCecoslovacchia il programma di liberalizzazione del sistema comunista, Brežnev sostenne una politica aggressiva che vedesse l'Unione Sovietica l'unica titolata, in quanto stato guida del mwdacomunismo, ad intervenire, anche militarmente, negli affari interni dei paesi alleati del mwdqPatto di Varsavia (che godevano così, appunto, solo di una sovranità limitata). Si giustificò così nel mwdg1968 l'mwdwinvasione della Cecoslovacchia da parte del Patto di Varsavia, che pose fine alla mweaPrimavera di Praga. Anche l'mweqinvasione dell'Afganistan in appoggio alle colonne comuniste nel paese e l'allargamento dell'influenza sovietica in mwegMedio Oriente, mwewAsia (sostegno al mwfaVietnam del Nord contro la mwfqCambogia) e in mwfgAfrica (interventi in mwfwAngola e mwgaEtiopia in appoggio a mwgqMenghistu), teso a rafforzare il peso dell'URSS nel mondo, sono da inquadrare all'interno del nuovo espansionismo sovietico imposto da Brežnev.cite-ref-dego1-4-1[4]

Brežnev, quando ritenne che gli mwhwStati Uniti attraversassero un periodo di debolezza politica (in conseguenza dell'insuccesso nella mwiaGuerra del Vietnam e delle dimissioni di mwiqNixon a seguito dello mwigscandalo Watergate, tutti smacchi diplomatici che avevano indebolito l'immagine degli USA), ovvero a partire dalla metà degli mwiwanni settanta, si adoperò per cercare di adeguare a vantaggio dell'URSS quella che lui credette una fase dannosa per gli USA, con l'installazione dei missili mwjaSS20 provvisti di testata mwjqnucleare nei paesi dell'Europa dell'Est a partire dal mwjg1976. Ciò diede inizio ad una escalation nucleare, in quanto all'inizio degli mwjwanni ottanta gli USA risponderanno installando nei paesi dell'Europa occidentale i missili nucleari a medio raggio mwkaPershing II e mwkqCruise.cite-ref-6[6]

Nei confronti di Stati Uniti ed mwlwEuropa occidentale accettò tuttavia momenti di mwmadistensione sul fronte della denuclearizzazione, in larga parte proseguendo nella linea iniziata dal predecessore, riportando risultanti non indifferenti, sebbene poco soddisfacenti (a causa dei disaccordi in relazione ai mwmqbombardieri sovietici mwmgTupolev Tu-22M e ai mwmwmissili da crociera statunitensi), agli inizi degli anni settanta con la firma del primo trattato sulla limitazione delle armi strategiche mwnaSALT I (che non ottenne però seguito).cite-ref-7[7] Dopo gli incontri con mwoqNixon a mwogMosca nel luglio mwow1974 e mwpaFord a mwpqVladivostok (novembre mwpg1974), ripreso poi a Ginevra nel gennaio mwpw1975, il secondo accordo per la limitazione della costruzione di armi strategiche (mwqaSALT II) fu raggiunto a mwqqVienna il 18 giugno mwqg1979, e firmato col mwqwpresidente mwraJimmy Carter. Tuttavia l'intervento sovietico in mwrqAfghanistan nel mwrg1979 segnò un deterioramento nelle relazioni USA-URSS che portò all'adozione di severe sanzioni contro l'URSS da parte degli USA, che rifiutarono di ratificare il SALT II, nonché, tra l'altro, al mwrwboicottaggio di due mwsaOlimpiadi, quelle del mwsq1980 a Mosca, e quelle del mwsg1984 a mwswLos Angeles.

Negli mwtqanni settanta fu inoltre il principale interlocutore della mwtgmwtwOstpolitik del cancelliere della mwuaGermania Occidentale mwuqWilly Brandt. Tolse la mwugIugoslavia del maresciallo mwuwTito dall'isolamento ideologico e politico a cui era stata condannata da Stalin e avviò dei rapporti di collaborazione con la mwvaFrancia (i dirigenti sovietici ottenevano cordiale accoglienza nel paese a guida mwvqgollista). Nel mwvg1975 sottoscrisse gli mwvwaccordi di Helsinki in cui vennero riconosciute e accettate le frontiere esistenti fra gli stati europei, compresa quella che divideva la mwwaGermania in due entità politiche distinte e sovrane e, in cambio dell'implicito riconoscimento del dominio sovietico in mwwqEuropa orientale, l'URSS si impegnò al rispetto dei mwwgdiritti umani. I rapporti con l'Occidente si deteriorarono ulteriormente nel mwww1981 a causa della politica sovietica repressiva contro la mwxaPolonia, e proprio tale questione contribuì ad allontanare definitivamente dalla mwxqsfera di influenza sovietica alcuni fra i più importanti partiti comunisti europei. Poco prima di morire riaprì alcuni negoziati con la mwxgRepubblica Popolare Cinese.

La politica economica

Durante l'era di Brežnev l'URSS avviò tre piani quinquennali di sviluppo dell'industria, l'ottavo (mwyq1966-mwyg1970), il nono (mwyw1971-mwza1975) e il decimo (mwzq1976-mwzg1980), denominato "piano quinquennale della qualità". I nuovi piani di industrializzazione mostravano però un rallentamento sempre più evidente dell'economia del paese (abbassamento del tasso di crescita del mwzwPIL e di quello della mw0aproduttività, scarsi rendimenti degli investimenti), soprattutto durante il periodo del nono piano e poi anche ai tempi del decimo e dell'undicesimo.cite-ref-riasano1-8-0[8] L'URSS subì gli effetti dannosi del declino della manodopera (il paese era ormai largamente urbanizzato, l'incremento demografico aveva frenato, e l'industria non poteva più reggersi su quella riserva di uomini che aveva consentito in passato un costante sviluppo industriale), l'aprirsi del deficit commerciale con gli USA, ma soprattutto della crisi mai risolta dell'agricoltura, che a partire dal 1972 e fino alla morte di Brežnev andò incontro a raccolti cerealicoli incerti, talvolta rovinosamente negativi, talvolta eccellenticite-ref-9[9].

I livelli di sviluppo sovietici, sebbene subissero un allarmante calo, apparvero ugualmente elevati a fronte della recessione che colpiva l'mw2gOccidente.cite-ref-riasano1-8-1[8] Va segnalata infine una arretratezza tecnologica e un mw3wgap di mw4aproduttività dell'URSS che la poneva su livelli di squilibrio col rivale statunitense e che la costringeva a importare nuovi prodotti americani sfruttando in parte i proventi della vendita del petrolio.

Alcuni studiosi hanno osservato come vi siano state due fasi nell'arco di potere di Brežnev. Una prima sostanzialmente positiva, che vide buoni aumenti dei livelli di vita contestuali a crescita dei settore militare e industriale, mentre gli ultimi anni avrebbero conosciuto gli effetti della mw4gstagnazione e della crisi produttiva del comparto agricolo.cite-ref-riasano1-8-2[8] Se da un lato vi furono aumento del livello di vita, crescita della potenza militare, riduzione del divario dei livelli di PIL e produttività con gli Stati Uniti, dall'altro si assistette a una costante decelerazione di questi fenomeni e alla già citata esacerbazione del deficit produttivo dell'agricoltura.cite-ref-riasano1-8-3[8] La responsabilità più grave del governo di Brežnev riguarda soprattutto la scarsa capacità di interpretare i segnali negativi dell'economia sovietica e di attuare severe e adeguate misure per contrastare la situazione di crisi.cite-ref-riasano2-10-0[10]

Il consolidamento del potere e la morte

Negli ultimi anni della sua vita, nonostante la mw-wvecchiaia e la salute malferma, che peggiorò vistosamente con disturbi diversi sin dal 1974 (soffrirà di mw-amalattie cardiovascolari, mw-qleucemia, mw-gcarcinoma orale, mw-wenfisema e disfunzioni mwaqacircolatorie), tanto da far diffondere voci interne sulla sua morte sin dalla prima metà degli mwaqeanni settanta, Brežnev consolidò il proprio potere: nel mwaqi1976, anno del conseguimento del successo nel XXV Congresso del partito, fu nominato mwaqmmaresciallo dell'Unione Sovietica.

L'anno successivo, eletto nuovamente alla presidenza del presidium del Soviet Supremo al posto di mwaquNikolaj Podgornyj (assommando per la prima volta nella storia dell'URSS le cariche di leader del partito e di capo dello stato), promosse la riforma della mwaqyCostituzione (detta anche "Costituzione Brežnev"). Vi veniva riaffermata la funzione di controllo del partito, al quale venne assegnato il potere di attuare un monitoraggio capillare sul territorio attraverso il coinvolgimento delle masse per mezzo di associazioni e strutture ricreative,cite-ref-11[11] e ribadito con maggiore completezza il carattere plurifunzionale, federale e unitario dell'Unione, attribuendo alle repubbliche federate il diritto di libera secessione, che negli anni successivi influirà sul distacco degli stati satellite e sul dissolvimento dell'URSS.

Nel 1981 fu di nuovo alla guida del PCUS. La sua autorità crebbe a tal punto che nel partito si iniziò a vociferare di un ritorno al mwaq4culto della personalità. Dopo aver subito un grave mwaq8ictus nel maggio mwara1982, avendo rifiutato di abbandonare il potere, mantenne ogni incarico fino al sopraggiungere della morte il 10 novembre 1982 a causa di un mwareinfarto cardiaco. La notizia della sua morte venne ufficialmente diffusa l'11 novembre simultaneamente attraverso la mwariradio e la mwarmtelevisione sovietica (l'annuncio televisivo fu letto da mwarqIgor' Kirillov con le lacrime agli occhi alle 11:00 del mwarumattino ora di Mosca). Dopo cinque giorni di mwarylutto nazionale si tennero i solenni mwarcfunerali di Stato, cui parteciparono 32 mwargcapi di Stato, 15 mwarkcapi di Governo, 14 mwaroministri degli Esteri e quattro mwarsprincipi. Brežnev fu poi sepolto nella mwarwnecropoli delle mura del Cremlino.

Matrimonio e famiglia

Brežnev nel 1928 si sposò con Viktorija Petrovna Denisova (Дени́сова), nata a mwasmBelgorod nel 1907.cite-ref-obituary-12-0[12] Secondo l'opinione dello storico Robert Service, la donna avrebbe avuto origini mwasgebraiche, ma altri mettono in dubbio questa affermazione.cite-ref-13[13] Viktorija incontrò Leonid per la prima volta nel 1925. Dopo circa tre anni di frequentazione, i due si sposarono nel 1928. L'anno seguente Viktorija diede alla luce la loro prima figlia, Galina Brežneva, e quattro anni dopo il figlio Jurij Brežnev.cite-ref-bio-14-0[14] La relazione tra Viktorija e Leonid viene descritta come mwatetenera e mwatiall'antica.cite-ref-biotwo-15-0[15] Secondo le memorie dei parenti di Brežnev era Viktorija che incoraggiava il marito ad una visione materialistica della vita.cite-ref-16[16]

Durante il periodo nel quale Leonid fu mwatwsegretario generale del PCUS, Viktoria, pur mostrandosi al suo fianco, non gradiva essere oggetto della pubblica attenzione.cite-ref-bio-14-1[14] La sua ultima apparizione in pubblico fu al mwauefunerale di stato del marito, avvenuto il 10 novembre 1982.cite-ref-biotwo-15-1[15] Viktoria sopravvisse a Leonid per 13 anni, e morì nel 1995.cite-ref-bio-14-2[14] Gli ultimi anni li passò nel vecchio appartamento dove avevano vissuto insieme. La figlia Galina non partecipò ai funerali, che videro però la presenza del resto della famiglia.cite-ref-biotwo-15-2[15]

Anche il figlio Jurij (31 marzo 1933 - 3 agosto 2013) fu una personalità poco amante dell'esposizione mediatica. Prima delle forzate dimissioni, avvenute a seguito di un'incriminazione per mwau8corruzione, fu membro del mwavaComitato Centrale del PCUS e ricoprì l'incarico di primo vice-ministro del Commercio Estero.cite-ref-arrested-17-0[17] Anche dopo la mwavudissoluzione dell'Unione Sovietica non entrò nella vita politica attivacite-ref-deviation-18-0[18] e rifiutò in varie occasioni di partecipare a documentari televisivi e di rilasciare interviste.

Curiosità

La passione per le automobili

Ben nota era la grande passione del leader sovietico per le automobili, con una particolare predilezione per le grandi berline ad alte prestazioni. Dopo la sua elezione al vertice dell'URSS, i politici dell'intero pianeta fecero a gara per dimostrare la loro amicizia attraverso il dono di lussuose vetture. Si dice che la madre di Brežnev alla vista della collezione di autovetture del figlio abbia esclamato: "È tutto molto bello, figlio mio, ma se i bolscevichi tornassero?".cite-ref-riasano2-10-1[10]cite-ref-19[19]

Nel mwaxq1980 il garage di Brežnev era giunto a contenere una cinquantina di mwaxufuoriserie, che egli faceva mantenere con scrupolo e che utilizzava a turno, guidandole personalmente a velocità sostenuta sulla mwaxyLeningradskij Prospekt che, nelle occasioni, veniva opportunamente chiusa al traffico per diverse ore. Fu in una di queste "scorribande" , nel 1980, che Brežnev distrusse la sua mwaxkRolls-Royce Silver Shadow del mwaxo1966, in un pauroso incidente. La vettura è ora conservata al Motor Museum di mwaxwRiga e, all'epoca, venne immediatamente rimpiazzata dalla casa inglese. Tra i pezzi più importanti della collezione, anche una speciale mwax0Mercedes 600 Pullman a sei porte, costruita in soli due esemplari. L'altro venne donato all'imperatore mwax4Hirohito.

Il presidente statunitense mwayaRichard Nixon regalò al collega sovietico, nel mwaye1972, una mwayiCadillac Eldorado e, dietro esplicita richiesta dello stesso Brežnev, nel mwaym1974 gli fece recapitare una speciale versione personalizzata di mwayqLincoln Continental. Anche il comitato centrale del Partito Comunista Italiano, nel 1968 fece dono al leader comunista di una fiammante Maserati Quattroporte, all'epoca considerata una delle berline dalle più elevate prestazioni della produzione mondiale. Dopo la morte di Brežnev, la collezione venne smembrata, per finire nelle mani di commercianti stranieri di auto d'epoca.cite-ref-20[20]

Il "bacio di Brežnev"

La fotografia che ritrae il bacio "alla sovietica" tra mwazqHonecker e il segretario del PCUS nel mwazu1979 (in occasione del trentennale della mwazyRepubblica Democratica Tedesca) divenne un'icona della guerra fredda. L'immagine fu riprodotta sul mwazcmuro di Berlino in un mwazgmurale mwazksatirico (ora all'mwazoEast Side Gallery) intitolato "Mio Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale" (in mwazstedesco mwazwMein Gott, hilf mir, diese tödliche Liebe zu überleben), realizzato dal pittore russo mwaz0Dmitrij Vrubel'.

Opere

Testi scritti da Brežnev

• mwaaiLeonid Il'ič Brežnev, La via leninista, 8 voll., Roma, Editori Riuniti, 1974-1982.
• mwaaqLeonid Il'ič Brežnev, Memorie di guerra e dopoguerra, Roma, Editori Riuniti, 1978.

Onorificenze

Brežnev, soprattutto in età avanzata, sviluppò una predilezione particolare per ogni tipo di decorazione e titolo, che lo portò ad accumulare un numero di cariche e di onorificenze.

Onorificenze sovietiche

Eroe dell'Unione Sovietica (4)


18 dicembre

1966

, 18 dicembre

1976

, 19 dicembre

1978

e 18 dicembre

1981

Eroe del Lavoro Socialista


17 giugno 1961

Ordine della Vittoria


20 febbraio

1978

, revocato il 21 settembre

1989

Ordine di Lenin (8)

Ordine della Rivoluzione d'Ottobre (2)

Ordine della Bandiera Rossa (2)

Ordine di Bogdan Khmelnitsky di II Classe

Ordine della Guerra Patriottica di I Classe

Ordine della Stella Rossa

Medaglia per merito in battaglia

Medaglia commemorativa per il giubileo dei 100 anni dalla nascita di Vladimir Il'ich Lenin

Medaglia per la difesa di Odessa

Medaglia per la difesa del Caucaso

Medaglia per la vittoria sulla Germania nella grande guerra patriottica 1941-1945

Medaglia per il giubileo dei 20 anni della vittoria della grande guerra patriottica del 1941-1945

Medaglia per il giubileo dei 30 anni della vittoria della grande guerra patriottica del 1941-1945

Medaglia per la liberazione di Varsavia

Medaglia per la cattura di Vienna

Medaglia al merito del lavoro durante la grande guerra patriottica del 1941-1945

Medaglia per il rafforzamento della cooperazione militare

Medaglia per il restauro del settore siderurgico del Sud

Medaglia per lo sviluppo delle terre vergini

Medaglia per il giubileo dei 40 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica

Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica

Medaglia per il giubileo dei 60 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica

Medaglia commemorativa per il 250º anniversario di Leningrado

Medaglia commemorativa per il 1500º anniversario di Kiev

Premio Lenin

Onorificenze straniere

Ordine del Sole e della libertà (Afghanistan)


1981

Collare dell'Ordine di Maggio (Argentina)


1974

Eroe della Bulgaria (3 - Bulgaria)


1973

,

1976

e

1981

Ordine di Georgi Dimitrov (3 - Bulgaria)


1973

,

1976

e

1981

Medaglia per i 100 anni della liberazione della Bulgaria dal giogo ottomano (Bulgaria)


1978

Medaglia per i 30 anni della rivoluzione socialista in Bulgaria (Bulgaria)


1974

Medaglia per i 90 anni della nascita di Georgi Dimitrov (Bulgaria)


1972

Medaglia per i 100 anni della nascita di Georgi Dimitrov (Bulgaria)


1982

Eroe della Repubblica Socialista Cecoslovacca (3 - Cecoslovacchia)


5 maggio

1970

, 26 ottobre

1976

e 16 dicembre

1981

Ordine di Klement Gottwald (4 - Cecoslovacchia)


1970

,

1976

,

1978

e

1981

Cavaliere di gran croce di I classe dell'Ordine del Leone bianco per la vittoria (Cecoslovacchia)


1946

Cavaliere di I classe dell'Ordine del Leone bianco (Cecoslovacchia)


1973

Croce militare cecoslovacca (2 - Cecoslovacchia)


1945

e

1947

Medaglia per il coraggio davanti al nemico (Cecoslovacchia)


1945

e

1947

Medaglia in memoria della guerra (Cecoslovacchia)


1946

Medaglia per i 20 anni della Rivolta nazionale slovacca (Cecoslovacchia)


1964

Medaglia per i 50 anni del Partito Comunista della Cecoslovacchia (Cecoslovacchia)


1971

Medaglia per i 30 anni della Rivolta nazionale slovacca (Cecoslovacchia)


1975

Medaglia d'oro per l'amicizia in armi (Cecoslovacchia)


1980

Ordine della Bandiera nazionale di I classe (Corea del Nord)


18 dicembre 1976

Eroe di Cuba (Cuba)


1981

Ordine di José Martí (Cuba)


1974

Ordine di Carlos Manuel de Céspedes (Cuba)


1981

Ordine Nazionale della Baia dei Porci (Cuba)


1976

Medaglia per i 20 anni dell'assalto alla caserma Moncada (Cuba)


1973

Medaglia per i 20 anni delle Forze armate rivoluzionarie (Cuba)


1976

Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine della Rosa bianca (Finlandia)


1976

Cavaliere di I classe dell'Ordine della Stella di Adipurna (2 - Indonesia)


1961

e

1976

Cavaliere di Gran Stella dell'Ordine della grande stella di Jugoslavia (Jugoslavia)


1962

Ordine della Libertà (Jugoslavia)


1976

Eroe del Laos (Laos)


1981

Medaglia d'oro della nazione (Laos)


1982

Eroe della Repubblica Popolare di Mongolia (Mongolia)


1976

Eroe del Lavoro della Repubblica Popolare di Mongolia (Mongolia)


1981

Ordine di Sukhbaatar (4 - Mongolia)


1966

,

1971

,

1976

e

1981

Medaglia per i 30 anni della vittoria Khalkhin Golskoy (Mongolia)


1969

Medaglia per i 40 anni della vittoria Khalkhin Golskoy (Mongolia)


1979

Medaglia per i 50 anni della Rivoluzione popolare della Mongolia (Mongolia)


1971

Medaglia per i 50 anni dell'Esercito del Popolo Mongolo (Mongolia)


1971

Medaglia per i 30 anni della vittoria sul Giappone militarista (Mongolia)


1975

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Sole del Perù (Perù)

Cavaliere di Gran Croce con Stella dell'Ordine Virtuti militari (Polonia)


21 luglio

1974

, revocato il 10 luglio

1990

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Polonia restituta (Polonia)


1976

Gran Cordone dell'Ordine al merito della Repubblica di Polonia (Polonia)


1981

Ordine della Croce di Grunwald di II classe (Polonia)


1946

Medaglia dell'Oder, di Nisa e del Baltico (Polonia)


1946

Medaglia della vittoria e della libertà (Polonia)


1946

Ordine della Rivoluzione del 14 ottobre (Repubblica Democratica Popolare dello Yemen)


1982

Eroe della Repubblica Democratica Tedesca (3 - Repubblica Democratica Tedesca)


1976

,

1979

e

1981

Ordine di Karl Marx (3 - Repubblica Democratica Tedesca)


1974

,

1979

e

1981

Grande Stella dell'Ordine della Stella dell'Amicizia tra i Popoli (Repubblica Democratica Tedesca)


1976

Medaglia per meriti nel rafforzamento della DDR (Repubblica Democratica Tedesca)


1979

Ordine della Stella di Romania di I Classe (Romania)


1976

Ordine della Vittoria del Socialismo (Romania)


1981

Ordine della Bandiera ungherese in diamanti (2 - Ungheria)


1976

e

1981

Eroe del lavoro socialista del Vietnam (Vietnam)


1982

Ordine di Ho Chi Minh (Vietnam)


1982

Ordine della Stella d'oro (Vietnam)


1980

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale al Merito (Guinea)

Premio Lenin per la Pace (URSS)

«Per il rafforzamento della pace tra le nazioni»


Mosca

,

1972

Note

cite-note-11. mwagsPrimo segretario del Partito Comunista dell'Unione Sovietica fino al 1966
cite-note-22. Come Primo segretario
cite-note-33. mwahiSergio Romano, mwahmStoria della Russia - La Russia contemporanea, mwahqRCS Quotidiani SPA, Milano 2004, p. 671-673
cite-note-dego1-44. mwahoTommaso Detti e Giovanni Gozzini, mwahsmwahwStoria contemporanea: Il Novecento, in mwah0books.google.it. mwah4URL consultato il 15 agosto 2011.
cite-note-55. Marcello Flores, mwaiiIl secolo mondo, Milano, 2004, pp. 490-491
cite-note-66. mwaiy(mwaicmwaigEN) mwaikmwaio1980s-Battle of Euromissiles, su mwaisaustria1989.org. mwaiwURL consultato il 6 ottobre 2023 mwai0(archiviato dall'mwai4url originale il 28 luglio 2013).
cite-note-77. Nicholas Riasanovsky, mwajiStoria della Russia, mwajmRCS Quotidiani SPA, Milano 2004, p. 637
cite-note-riasano1-88. Nicholas Riasanovsky, mwaj0Storia della Russia, mwaj4RCS Quotidiani SPA, Milano 2004, p. 623-630
cite-note-99. Il raccolto negativo del 1972 (168,2 milioni di tonnellate di grano) fu seguito da quello positivo del 1973 (222,5 milioni di tonn.), così come quello disastroso del 1975 (140,1 milioni di tonnellate) fu a sua volta seguito da quello eccellente del 1976 (223,8 milioni di tonnellate). In virtù di questi risultati Brežnev poté annunciare durante il XXVI Congresso del PCUS, il raggiungimento della superiore stabilità dell'agricoltura, essendo i raccolti negativi del X piano quinquennale stati annullati dal miglior raccolto della storia sovietica (quello del 1978, di 237,4 milioni di tonn.). Cfr. mwakiUSSR, measures of economic growth and development, 1950-80: studies, United States Congress (prepared for the use of the Joint Economic Committee of the United States), Washington, 1982
cite-note-riasano2-1010. Nicholas Riasanovsky, mwakgStoria della Russia, mwakkRCS Quotidiani SPA, Milano 2004, p. 616
cite-note-1111. Cap. I, art. 6: "Il Partito Comunista dell'Unione Sovietica è la forza che dirige e indirizza la società sovietica, il nucleo del suo sistema politico, delle organizzazioni statali e sociali. Il PCUS esiste per il popolo ed è al servizio del popolo. Il Partito comunista, armato della dottrina marxista-leninista, determina la prospettiva generale di sviluppo della società e la linea della politica interna ed estera dell'URSS, dirige la grande attività creativa del popolo sovietico, conferisce un carattere pianificato e scientificamente fondato alla sua lotta per la vittoria del comunismo".
cite-note-obituary-1212. mwalaVronskaya, Jeanne, mwalemwaliOBITUARY: Victoria Brezhnev, mwalmThe Independent, 11 luglio 1995. mwalqURL consultato il 24 febbraio 2017.
cite-note-1313. mwalg(mwalkmwaloEN) Robert Service, mwalsmwalwHistory of Modern Russia: From Tsarism to the Twenty-first Centurymwal8, Penguin Books Ltd, 2009, p.mwamc 382, mwamgISBNmwamk 0-14-103797-0.
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cite-note-1616. mwao0(mwao4mwao8RU) Moskvin, Vitaliy, mwapamwapeВиктория Брежнева mwapi[mwapmVictoria Brezhnevamwapq], Nashekino. mwapuURL consultato il 24 febbraio 2017 mwapy(archiviato dall'mwapcurl originale il 4 marzo 2011).
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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itBrežnev, Leonid Il´ič, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaBrežnev, Leonid Il´ič, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itBrežnev, Leonid Il'ič, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Leonid Brezhnev, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefgrande-enciclopedia-russa(RU) Leonid Il'ič Brežnev, su Grande Enciclopedia Russa, Grande Enciclopedia Russa.
• citerefopen-library(EN) Opere di Leonid Il'ič Brežnev, su Open Library, Internet Archive.
• citerefgoodreads(EN) Leonid Il'ič Brežnev, su Goodreads.
• citerefolympedia(EN) Leonid Il'ič Brežnev, su Olympedia.
• (EN) Leonid Il'ič Brežnev, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• (EN) Leonid Il'ič Brežnev, su Comic Vine, Fandom.
• (EN) Leonid Il'ič Brežnev, su IMDb, IMDb.com.
• (DE, EN) Leonid Il'ič Brežnev, su filmportal.de.